Resezione endoscopica del tumore della vescica: come si svolge la TURV
Settembre 21, 2026La resezione endoscopica del tumore della vescica, conosciuta come TURV o TURBT (Resezione endoscopica tumore vescica), è uno dei passaggi principali nella diagnosi e nel trattamento iniziale delle neoplasie vescicali. Permette di raggiungere la vescica attraverso l’uretra, senza incisioni sull’addome, asportare le lesioni visibili e prelevare il tessuto necessario per l’esame istologico.
La TURV non serve quindi soltanto a rimuovere il tumore. Il risultato dell’intervento consente di comprenderne le caratteristiche e di stabilire quali terapie o controlli saranno necessari successivamente.
Che cos’è la TURV e a cosa serve?
TURV significa resezione transuretrale della vescica. Nella terminologia internazionale viene utilizzata anche la sigla TURBT, da “Transurethral Resection of Bladder Tumour”. La procedura presenta due obiettivi strettamente collegati:
- rimuovere nel modo più completo possibile le lesioni visibili;
- ottenere campioni adeguati per determinare tipo, grado e profondità del tumore.
Nel caso di un tumore vescicale non muscolo-invasivo, la TURV può rappresentare il primo trattamento della malattia. Se l’esame istologico evidenzia invece un coinvolgimento del muscolo della vescica, saranno necessari ulteriori accertamenti e un percorso terapeutico differente.
La resezione non deve pertanto essere considerata una semplice biopsia. La qualità dell’intervento e dei campioni prelevati influenza direttamente l’attendibilità della diagnosi e le decisioni successive.
Quando viene indicata la resezione endoscopica?
La TURV viene generalmente programmata quando ecografia, uro-TC o cistoscopia evidenziano una lesione sospetta all’interno della vescica. Uno dei segnali che più frequentemente conduce agli accertamenti è la presenza di sangue nelle urine, anche quando l’episodio è isolato e non accompagnato da dolore.
La cistoscopia permette di osservare direttamente la superficie interna della vescica, mentre la TURV consente di asportare la lesione e analizzarla. Le due procedure possono quindi appartenere a momenti differenti dello stesso percorso diagnostico.
Una valutazione da parte di un urologo specializzato nei tumori della vescica permette di esaminare i risultati degli accertamenti e stabilire come procedere.
Come prepararsi alla TURV
Prima dell’intervento vengono normalmente richiesti esami del sangue, elettrocardiogramma, valutazione anestesiologica ed eventuali controlli sulle urine. Gli accertamenti possono cambiare in base all’età, alle condizioni generali e alle patologie già presenti.
È importante comunicare all’équipe tutti i farmaci assunti, con particolare attenzione ad anticoagulanti e antiaggreganti. Queste terapie non devono essere sospese autonomamente: sarà il medico a indicare se e come modificarle.
Il paziente riceve inoltre istruzioni sul digiuno, sull’ingresso in ospedale e sulla gestione dei farmaci abituali. L’anestesia può essere spinale oppure generale. La scelta viene effettuata dall’anestesista insieme al paziente, considerando durata prevista dell’intervento, localizzazione delle lesioni e condizioni cliniche.
Come si svolge la resezione endoscopica del tumore vescicale?
![]()
Durante l’intervento l’urologo introduce attraverso l’uretra uno strumento chiamato resettoscopio, dotato di sistema ottico e di un’ansa operativa. Non vengono quindi praticati tagli sulla parete addominale.
La vescica viene distesa con un liquido sterile per consentire una visione accurata. Il chirurgo osserva posizione, numero, dimensioni e aspetto delle lesioni, quindi procede alla loro asportazione e alla coagulazione dei piccoli vasi sanguigni.
La resezione può essere eseguita in frammenti separati oppure, nei casi adatti, con tecnica en bloc, rimuovendo la lesione in un unico pezzo. La scelta dipende soprattutto da dimensione e posizione del tumore, oltre che dalle caratteristiche anatomiche del paziente.
I campioni vengono inviati all’anatomopatologo. Quando necessario, la base della lesione e le altre porzioni prelevate vengono conservate separatamente per consentire una valutazione più precisa.
Perché è importante prelevare il muscolo detrusore?
La parete della vescica è costituita da diversi strati. Il muscolo detrusore è uno dei riferimenti fondamentali per capire quanto in profondità sia arrivato il tumore.
La sua presenza nel campione permette all’anatomopatologo di valutare se la neoplasia sia ancora confinata agli strati più superficiali oppure abbia raggiunto la componente muscolare. Un campione non sufficientemente profondo può rendere meno affidabile la stadiazione e, in determinate situazioni, richiedere una nuova resezione.
Il referto istologico dovrà riportare almeno il tipo di tumore, il grado, lo stadio, l’eventuale presenza di carcinoma in situ e la presenza o assenza del muscolo detrusore nel materiale esaminato.
Cosa aspettarsi dopo l’intervento?
Al termine della TURV viene spesso posizionato un catetere vescicale, talvolta collegato a un sistema di lavaggio. Serve a favorire il drenaggio dell’urina e a evitare l’accumulo di coaguli. La durata della cateterizzazione e del ricovero varia in base all’estensione della resezione e al decorso postoperatorio.
Nei giorni successivi possono comparire bruciore durante la minzione, bisogno di urinare più frequentemente e modeste tracce di sangue nelle urine. Questi disturbi tendono normalmente a ridursi con la guarigione.
È invece necessario contattare il medico o la struttura di riferimento in presenza di febbre, difficoltà a urinare, sanguinamento crescente, coaguli abbondanti o dolore intenso. Prima della dimissione vengono fornite indicazioni personalizzate su idratazione, attività fisica, farmaci e ripresa del lavoro.
Cosa succede dopo l’esame istologico?
![]()
Il risultato della TURV permette di classificare il tumore in una categoria di rischio e programmare i passaggi successivi. Non tutti i pazienti ricevono quindi lo stesso trattamento.
Nelle forme non muscolo-invasive possono essere indicate la sola sorveglianza oppure terapie locali, come la chemioterapia intravescicale o l’immunoterapia con BCG. Le forme muscolo-invasive richiedono invece una valutazione multidisciplinare per considerare chirurgia radicale, trattamenti sistemici o strategie di conservazione della vescica nei pazienti selezionati.
Il follow-up viene stabilito in base al rischio di recidiva e progressione e può comprendere cistoscopie, citologia urinaria ed esami radiologici. È importante rispettare il calendario dei controlli anche quando non sono presenti sintomi.
Esperienza clinica e continuità del percorso terapeutico
Per il Prof. Matteo Ferro, la cura del tumore vescicale rappresenta un ambito centrale dell’attività clinica, chirurgica e scientifica. La valutazione non termina con la rimozione della lesione: comprende la lettura del referto istologico, la classificazione del rischio e l’organizzazione delle terapie e dei controlli necessari.
Un percorso coordinato consente al paziente di comprendere il significato della TURV e le possibili decisioni successive, evitando che ogni fase venga affrontata separatamente.
Per richiedere una valutazione o un secondo parere è possibile utilizzare la pagina contatti. Il Prof. Matteo Ferro riceve a Milano, in Via Alberto Mario 6, e a Nocera Inferiore, presso Villa Angelica in Via Attilio Barbarulo 111.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono la visita specialistica o le indicazioni dell’équipe curante