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Luglio 24, 2026La nefrectomia parziale robotica è un intervento chirurgico che consente di asportare esclusivamente la porzione di rene interessata dal tumore. In questo modo viene preservato il tessuto sano circostante e con esso la funzionalità renale residua.
Viene eseguita con il supporto del sistema robotico da Vinci®. Quest’ultimo offre al chirurgo una visione tridimensionale magnificata del campo operatorio e strumenti articolati in grado di eseguire movimenti molto precisi, anche in presenza di spazi ridotti.
Si può considerare la tecnica di riferimento per i tumori renali di piccole e medie dimensioni, in genere fino a 7 cm.
Prof. Matteo Ferro specialista in Nefrectomia parziale robotica
Il Prof. Matteo Ferro è Direttore della Struttura Complessa di Urologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano (Ospedale San Paolo) e Professore Associato di Urologia presso l’Università degli Studi di Milano, dove ricopre anche il ruolo di vicedirettore della Scuola di Specializzazione in Urologia. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito la Specializzazione in Urologia e il Dottorato di Ricerca in Scienze Chirurgiche e Tecnologie Diagnostico-Terapeutiche Avanzate.
In oltre 20 anni di attività clinica ha eseguito personalmente più di 3.500 interventi di media e alta chirurgia urologica e andrologica, ed è autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche indicizzate, che gli sono valse un H-Index di 49 e l’inclusione nella classifica “World’s Top 2% Most-cited Scientists” dell’Università di Stanford.
Cosa significa chirurgia in 3D nella nefrectomia robotica
A differenza della laparoscopia tradizionale, la chirurgia robotica offre una visione tridimensionale. La console del sistema dà al chirurgo un’immagine stereoscopica ad alta definizione. Questa è capace di riprodurre la profondità del campo operatorio in modo simile alla visione naturale, ingrandita però fino a dieci volte.
Questo è un aspetto molto importante quando si opera in prossimità dell’ilo renale. Qui, infatti, decorrono i principali vasi sanguigni dell’organo. È altresì importante quando bisogna suturare con precisione il letto di resezione dopo l’asportazione del tumore.
Gli strumenti robotici sono dotati di polso articolato, con più gradi di libertà rispetto alla mano umana. Permettono manovre di sutura intracorporea rapide e accurate.
In questo modo si riducono i tempi di ischemia calda, ossia il periodo dove il flusso sanguigno al rene viene temporaneamente interrotto per permettere un campo esangue durante la resezione.
Cosa rende un centro un punto di riferimento
Non tutti i centri che dispongono di un sistema robotico possono essere considerati di eccellenza per la nefrectomia parziale. La letteratura scientifica internazionale individua alcuni parametri oggettivi in grado di distinguere la vera esperienza di un’équipe chirurgica. Questi sono:
- Il volume annuo di interventi eseguiti.
- La percentuale di margini negativi, ossia l’assenza di cellule tumorali ai bordi del tessuto asportato.
- Il tasso di complicanze maggiori secondo la classificazione Clavien-Dindo.
- La capacità di preservare la funzionalità renale a lungo termine.
Il Prof. Ferro esegue oltre 150 nefrectomie robotiche l’anno. I margini negativi sono superiori al 95% nelle procedure parziali. Il tasso di complicanze di grado Clavien ≥ III è inferiore al 3%.
Questi sono numeri che si collocano ai vertici degli standard internazionali richiesti a un centro di alta specializzazione per la chirurgia renale conservativa.
I vantaggi della tecnica robotica rispetto alla chirurgia tradizionale
In confronto alla chirurgia a cielo aperto, l’approccio robotico mostra numerosi vantaggi per il paziente. Le incisioni sono minime, in genere si tratta di 4-5 accessi di circa un centimetro. L’impatto estetico e funzionale è nettamente inferiore rispetto alla lombotomia tradizionale. Il dolore post-operatorio risulta ridotto. Anche i tempi di degenza ospedaliera ne beneficiano, rimanendo in media di 2-4 giorni. Il recupero delle normali attività avviene in genere entro 10-14 giorni.
Analizzando il tutto da un punto di vista oncologico, gli studi disponibili confermano un’equivalenza di risultati tra la chirurgia robotica e quella tradizionale a cielo aperto. La prima ha il vantaggio di una migliore preservazione del parenchima renale sano nel lungo periodo. Questo è un fattore che incide in modo diretto sulla funzione renale del paziente e sulla riduzione del rischio cardiovascolare correlato a un declino della funzionalità renale.
Dove prenotare una visita con il Prof. Matteo Ferro
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Il Prof. Matteo Ferro mette a disposizione dei pazienti la propria esperienza in chirurgia urologica e andrologica, con particolare competenza nella chirurgia robotica nephron-sparing per il tumore del rene. È possibile prenotare una visita specialistica presso le due sedi in cui opera:
- Milano – Via Alberto Mario 6, 20149 Milano. Telefono: +393508195362. E-mail: prenotazione.milano@matteoferro.it
- Nocera Inferiore (SA) – Villa Angelica, Via Attilio Barbarulo 111, 84014 Nocera Inferiore. Telefono: +393917060985.
- E-mail: prenotazione.nocera@matteoferro.it
Domande frequenti
Come faccio a capire se un centro è veramente specializzato in nefrectomia parziale robotica?
I parametri più affidabili sono il numero di interventi eseguiti ogni anno dal chirurgo, la percentuale dei margini negativi e il tasso di complicazioni maggiori. Questi dati permettono di valutare oggettivamente l’esperienza di un centro.
La visione 3D del robot da Vinci è veramente diversa da quella laparoscopica tradizionale?
Sì, la laparoscopia tradizionale offre una visione bidimensionale mentre il sistema robotico dà un’immagine stereoscopica in grado di riprodurre la profondità del campo operatorio ingrandita fino a 10 volte. Questo facilita le manovre di precisione come suture vascolari e renali.
In quali casi è preferibile la nefrectomia parziale rispetto a quella radicale?
La nefrectomia parziale è l’opzione migliore per tumori renali di dimensioni contenute, in genere fino a 7 cm. In particolar modo è molto utile quando è richiesta la preservazione della funzione renale, come, ad esempio, nei pazienti con un solo rene funzionante o con patologie renali preesistenti.