Ipertrofia Prostatica Benigna Può Diventare Maligna? PSA Alto, Cura, Trattamento e Centri di Eccellenza a Milano
Ottobre 5, 2026Vi comunico con piacere che è stato pubblicato sulla rivista internazionale Prostate Cancer and Prostatic Diseases il nostro nuovo studio sul tumore della prostata, nato dalla collaborazione tra il mio gruppo dell’Unità di Urologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo e dell’Università degli Studi di Milano con i colleghi dell’Università “Federico II” di Napoli. Ecco cosa abbiamo trovato riguardo a PHI e PHI density nel tumore della prostata.
Abbiamo osservato che due esami del sangue, il Prostate Health Index (PHI) e la PHI density, aiutano a capire in anticipo quanto è aggressivo un tumore della prostata già diagnosticato. Il PHI indica il rischio che il tumore sia uscito dalla prostata; la PHI density indica il rischio che sia più aggressivo di quanto mostrato dalla biopsia. Sono informazioni che, nella mia attività quotidiana, ritengo preziose per scegliere insieme a ciascun paziente il percorso di cura più adatto.
Il problema: la biopsia non racconta sempre tutto
Dopo una diagnosi di tumore della prostata, le decisioni si basano soprattutto sulla biopsia e sulla risonanza magnetica. La biopsia però analizza solo piccoli frammenti di tessuto e può sottostimare la malattia. Capita spesso che dopo l’intervento di prostatectomia radicale, l’esame dell’intera ghiandola riveli un tumore più aggressivo (il cosiddetto upgrading) o più esteso del previsto. In questo studio l’upgrading si è verificato nel 59% dei pazienti. Per questo, come urologi, abbiamo bisogno di strumenti semplici che ci aiutino a prevedere queste sorprese ed evitare il rischio di sottotrattare la malattia.
Cosa sono PHI e PHI density
Il PHI è un esame del sangue che combina tre forme del PSA: il PSA totale, il PSA libero e una sua variante chiamata p2PSA. È approvato dalla FDA dal 2012 ed è già usato per decidere se eseguire una biopsia, riducendo quelle non necessarie.
La PHI density è il valore del PHI diviso per il volume della prostata misurato alla risonanza magnetica. In questo modo il risultato tiene conto delle dimensioni della ghiandola, come già si fa con la densità del PSA.
La novità del nostro lavoro è l’uso di questi esami non per la diagnosi, ma per caratterizzare un tumore già individuato.
Come è stato condotto lo studio
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Abbiamo condotto uno studio prospettico su 130 uomini operati di prostatectomia radicale robotica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II” di Napoli, tra settembre 2022 e dicembre 2024. Tutti avevano un PSA tra 2 e 10 ng/mL ed erano stati sottoposti a risonanza magnetica multiparametrica e biopsia mirata.
Prima dell’intervento abbiamo eseguito un prelievo per misurare PSA, PHI e PHI density. Abbiamo poi confrontato i risultati con l’esame istologico della prostata asportata, valutando due aspetti:
- caratteristiche patologiche avverse: tumore uscito dalla prostata (pT3) o diffuso ai linfonodi (pN1);
- upgrading: aumento del grado di aggressività (ISUP) rispetto alla biopsia.
Nelle analisi abbiamo tenuto conto anche dell’esplorazione rettale, del punteggio PI-RADS della risonanza e del grado ISUP alla biopsia.
I risultati principali
Il 39% dei pazienti presentava caratteristiche patologiche avverse all’intervento, e il 59% ha avuto un upgrading rispetto alla biopsia.
| Esame | Cosa predice | Accuratezza (AUC) | Dato chiave |
|---|---|---|---|
| PHI | Tumore uscito dalla prostata o ai linfonodi | 0,86 (altri marcatori ≤ 0,78) | Rischio intorno al 20% sotto PHI 40, in netto aumento sopra 40 |
| PHI density | Upgrading rispetto alla biopsia | 0,83 | Unico marcatore associato in modo indipendente; rischio più alto con lesioni PI-RADS 4–5 |
In sintesi, i nostri dati indicano che i due esami sono complementari: il PHI fotografa l’estensione del tumore, la PHI density la sua reale aggressività. Entrambi si sono dimostrati più informativi del solo PSA e della densità del PSA.
Cosa significa per i pazienti
Un semplice prelievo di sangue, affiancato a risonanza e biopsia, possa aiutarci a stimare meglio il rischio di ciascun paziente. È utile, ad esempio, per valutare con più sicurezza chi è candidato alla sorveglianza attiva e chi invece beneficia di un trattamento attivo, o per pianificare l’estensione dell’intervento.
PHI e PHI density nel tumore della prostata: si tratta di uno studio esplorativo, condotto in un singolo centro su 130 pazienti: il prossimo passo sarà confermare questi risultati in casistiche più ampie e multicentriche. La scelta del percorso di cura resta sempre una valutazione personalizzata, da fare insieme al proprio specialista.
Riferimento bibliografico
Terracciano D, Pellegrino F, Fiorenza M, et al., Ferro M. PHI for adverse pathology and PHI density for upgrading: two complementary predictors in localized prostate cancer. Prostate Cancer and Prostatic Diseases, 2026. doi:10.1038/s41391-026-01158-9
Ringrazio tutti i colleghi dell’Università di Napoli “Federico II”, della Sapienza Università di Roma e della Cleveland Clinic (USA) con cui ho avuto il piacere di realizzare questo lavoro.