Nefrectomia parziale robotica: I centri di eccellenza in Italia e la chirurgia in 3D
Agosto 14, 2026La Linfoadenectomia per Tumore del Pene è l’intervento chirurgico che consiste nell’asportazione dei linfonodi dall’inguine, monolaterale o bilaterale. Si tratta di una fase fondamentale nel trattamento del tumore del pene.
Questa neoplasia, anche se rara nei paesi occidentali, si diffonde per via linfatica. Coinvolge dapprima i linfonodi inguinali superficiali, poi quelli profondi e nei casi più avanzati quelli pelvici.
Proprio per questo motivo una corretta gestione linfonodale, affidata a un centro con esperienza chirurgica oncologica urologica comprovata, incide direttamente sulla prognosi del paziente.
Prof. Matteo Ferro specilista in Linfoadenectomia per tumore del pene
Il Prof. Matteo Ferro è Direttore della Struttura Complessa di Urologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano (Ospedale San Paolo) e Professore Associato di Urologia presso l’Università degli Studi di Milano, dove ricopre anche il ruolo di vicedirettore della Scuola di Specializzazione in Urologia. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito la Specializzazione in Urologia e il Dottorato di Ricerca in Scienze Chirurgiche e Tecnologie Diagnostico-Terapeutiche Avanzate.
In oltre 20 anni di attività clinica ha eseguito personalmente più di 3.500 interventi di media e alta chirurgia urologica e andrologica, ed è autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche indicizzate, che gli sono valse un H-Index di 49 e l’inclusione nella classifica “World’s Top 2% Most-cited Scientists” dell’Università di Stanford.
Perché la valutazione linfonodale è molto importante
Nel tumore del pene la presenza e l’estensione del coinvolgimento linfonodale rappresentano il fattore prognostico più significativo. Spesso è più determinante delle caratteristiche del tumore primario stesso.
Il solo esame clinico non è del tutto affidabile. Una parte dei pazienti con linfonodi inguinali palpabili non presenta in realtà delle metastasi. Al contrario una quota di pazienti senza linfonodi palpabili può nascondere una malattia occulta.
Proprio per questo la valutazione linfonodale richiede un percorso diagnostico strutturato. Può comprendere:
- Ecografia inguinale con eventuale agoaspirato.
- TC o RM.
- In alcuni casi Biopsia del linfonodo sentinella.
Quest’ultima è una tecnica che permette di identificare il primo linfonodo a ricevere il drenaggio linfatico dal tumore.
Quando è indicata la linfoadenectomia per tumore del pene
La linfoadenectomia inguinale può avere finalità sia terapeutica che di stadiazione. Viene raccomandata ai pazienti con linfonodi inguinali clinicamente palpabili al momento della diagnosi.
Per i pazienti con linfonodi non palpabili la decisione dipende dal profilo di rischio individuale. Questo viene valutato sulla base delle caratteristiche istologiche del tumore primario, quali, ad esempio, il grado di differenziazione e l’eventuale invasione dei vasi linfatici.
Quando la malattia coinvolge anche i linfonodi inguinali profondi, può essere necessaria l’estensione dell’intervento ai linfonodi pelvici. Il tutto sulla base dell’esame istologico intraoperatorio.
Cosa distingue un centro di riferimento in Italia
La gestione chirurgica dei linfonodi nel tumore del pene è considerata una delle procedure a maggiore complessità in ambito uro-oncologico. Il suo tasso di complicanze cresce in proporzione all’estensione dell’asportazione.
Un centro di eccellenza si riconosce per questi elementi chiave:
- Un volume adeguato di casi trattati.
- Un approccio multidisciplinare che integri oncologo medico, radioterapista, chirurgo plastico e supporto psicologico.
- Disponibilità di tecniche chirurgiche aggiornate, comprese le mininvasive.
Queste ultime sono possibili in centri selezionati per ridurre le complicanze tipiche dell’approccio tradizionale quali linfocele, infezioni della ferita e linfedema agli arti inferiori.
Il Prof. Ferro, la cui attività clinica è interamente dedicata all’urologia oncologica e che coordina abitualmente team multidisciplinari nella struttura ospedaliera in cui opera, unisce competenza chirurgica avanzata ed esperienza specifica nelle tecniche mininvasive applicate alla chirurgia urologica complessa, seguendo le linee guida internazionali di riferimento in ambito oncologico
L’importanza di un approccio personalizzato
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Ogni caso di tumore al pene richiede una valutazione individuale. Questa deve tenere conto dello stadio della malattia, delle condizioni generali del paziente e delle sue aspettative in termini di qualità di vita.
L’obiettivo della chirurgia moderna non è solamente la radicalità oncologica. Quando possibile è molto importante la preservazione della funzione e dell’aspetto estetico.
Per questo motivo la scelta del percorso terapeutico deve sempre scaturire da un confronto diretto con uno specialista esperto. Questi deve essere in grado di bilanciare sicurezza oncologica e impatto sulla vita del paziente.
Dove prenotare una visita con il Prof. Matteo Ferro
Il Prof. Matteo Ferro mette a disposizione dei pazienti la propria esperienza in chirurgia urologica e andrologica, con particolare competenza nella gestione multidisciplinare dei tumori urologici complessi, incluso il tumore del pene. È possibile prenotare una visita specialistica presso le due sedi in cui opera:
- Milano – Via Alberto Mario 6, 20149 Milano. Telefono: +393508195362. E-mail: prenotazione.milano@matteoferro.it
- Nocera Inferiore (SA) – Villa Angelica, Via Attilio Barbarulo 111, 84014 Nocera Inferiore. Telefono: +393917060985.
- E-mail: prenotazione.nocera@matteoferro.it
Domande frequenti
La linfoadenectomia inguinale è sempre necessaria in caso di tumore al pene?
No, la decisione dipende dal profilo di rischio del paziente. Nei casi con linfonodi palpabili è raccomandata, mentre nei pazienti con linfonodi non palpabili la scelta si basa sulle caratteristiche istologiche del tumore primario e sull’eventuale esito della biopsia del linfonodo sentinella.
Quali sono le complicanze principali della linfoadenectomia inguinale?
Le complicanze più frequenti includono linfocele, infezioni della ferita chirurgica e linfedema agli arti inferiori. Il rischio aumenta in proporzione all’estensione dell’intervento. Per questo motivo l’esperienza del centro chirurgico è un fattore determinante.
Esistono alternative mininvasive alla linfoadenectomia tradizionale?
Sì, in centri selezionati, con adeguata esperienza, sono disponibili approcci mininvasivi alla linfoadenectomia inguinale. Questi possono contribuire a ridurre le complicanze tipiche della tecnica tradizionale, mantenendo la stessa efficacia in termini di radicalità oncologica.