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Gennaio 9, 2026Ricevere una diagnosi di neoplasia è un momento che ferma il tempo, specialmente quando colpisce organi legati all’identità maschile e alla capacità riproduttiva. Il tumore del testicolo è la neoplasia più frequente nei giovani uomini tra i 15 e i 40 anni, una fascia d’età in cui spesso si inizia a progettare il futuro e una famiglia. È naturale che, subito dopo la paura per la malattia, sorgano interrogativi urgenti sulla possibilità di diventare padri in seguito alle cure.
L’argomento “Tumore testicolare: chirurgia e fertilità maschile, cosa sapere” è quindi centrale nel percorso di cura che offro ai miei pazienti.
Non si tratta solo di rimuovere il male, ma di garantire la migliore qualità di vita possibile dopo la guarigione. In questo articolo, vedremo insieme come affrontare la diagnosi, come funziona l’intervento chirurgico e quali sono le strategie concrete per preservare la fertilità.
Tumore testicolare: chirurgia e fertilità maschile, cosa sapere
Il tumore del testicolo rappresenta circa l’1-1,5% di tutte le neoplasie maschili. Sebbene la parola “cancro” spaventi, è fondamentale iniziare con una notizia rassicurante: oggi, grazie ai progressi della medicina e della chirurgia urologica, il tasso di guarigione per questo tipo di tumore è altissimo, superando il 90-95% dei casi se diagnosticato in stadi precoci.
Tuttavia, la guarigione oncologica non è l’unico obiettivo. Per un giovane uomo, la preoccupazione legittima riguarda le conseguenze dei trattamenti sul proprio corpo e sulla propria capacità di procreare. La doppia sfida: eliminare radicalmente la malattia preservando, al contempo, il potenziale riproduttivo e l’equilibrio ormonale.
La chirurgia, che spesso prevede la rimozione del testicolo malato (orchifunicolectomia), è il primo passo fondamentale. Molti pazienti temono che questo significhi automaticamente diventare sterili o impotenti. Fortunatamente, non è così. Il testicolo controlaterale, se sano, è perfettamente in grado di vicariare la funzione persa, mantenendo livelli adeguati di testosterone e una produzione di spermatozoi sufficiente per il concepimento.
Ciononostante, è doveroso attuare protocolli di sicurezza per tutelare il desiderio di paternità futura, valutando la situazione prima di entrare in sala operatoria.
Che cos’è il tumore del testicolo e quali sono i sintomi da non sottovalutare
Per comprendere l’impatto sulla fertilità, dobbiamo prima capire come si manifesta la malattia. Il testicolo è la “fabbrica” degli spermatozoi e del testosterone. Quando le cellule germinali impazziscono, si forma una massa che altera la struttura della ghiandola.
Come spiego spesso nella pagina dedicata al tumore del testicolo: sintomi, cause e trattamenti, il sintomo principale è la comparsa di un nodulo duro, solitamente non dolente, palpabile all’interno dello scroto. Altri segnali possono includere:
- Un senso di pesantezza allo scroto o al basso ventre.
- Un improvviso accumulo di liquido nello scroto (idrocele).
- Dolore o fastidio (anche se spesso il tumore è asintomatico dal punto di vista del dolore acuto).
- In rari casi, tensione mammaria (ginecomastia) dovuta a squilibri ormonali prodotti dal tumore stesso.
La prevenzione gioca un ruolo chiave. Consiglio sempre ai giovani di leggere il mio approfondimento sul tumore del testicolo: sintomi iniziali e autodiagnosi, dove spiego come eseguire l’autopalpazione. “Sentire” il proprio corpo permette di accorgersi subito se qualcosa cambia. Prima si interviene, minore sarà l’impatto delle cure sulla fertilità complessiva, poiché stadi iniziali spesso non richiedono chemioterapia o radioterapia adiuvante, che sono i veri nemici della spermatogenesi.
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Diagnosi del tumore testicolare e valutazione della fertilità prima dell’intervento
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Una volta individuato un sospetto tramite visita o autopalpazione, il percorso diagnostico deve essere rapido ma preciso. La diagnosi si avvale di:
- Ecografia Scrotale: Esame non invasivo che ci permette di distinguere una massa solida (potenzialmente tumorale) da una cistica (benigna).
- Dosaggio dei Marcatori Tumorali: Un prelievo di sangue per analizzare sostanze come l’Alfa-fetoproteina (AFP), la Beta-HCG e la Lattato Deidrogenasi (LDH). Questi valori non solo aiutano la diagnosi, ma ci guidano anche nella prognosi.
In questa fase delicata, entra in gioco il fattore fertilità. È un errore pensare alla fertilità solo dopo l’intervento. La valutazione deve essere contestuale alla diagnosi. Perché? Perché il tumore stesso, producendo sostanze infiammatorie oppure ormoni alterati, può temporaneamente deprimere la qualità del seme. Inoltre, lo stress psicofisico influisce sulla produzione di spermatozoi.
Prima di procedere con l’intervento, se i tempi clinici lo consentono (e solitamente lo consentono, trattandosi di giorni), prescrivo sempre la raccolta del liquido seminale per uno spermiogramma e la crioconservazione preventiva.
Collegandomi a quanto spiegato nella sezione sulla infertilità maschile: cause e trattamenti efficaci, l’analisi del seme ci dice “da dove partiamo“. Se il paziente ha già un numero ridotto di spermatozoi (oligospermia) a causa della malattia, congelare il seme prima dell’orchiectomia è un’assicurazione sul futuro. La crioconservazione (banca del seme) permette di conservare gameti vitali per anni, utilizzabili in futuro per tecniche di procreazione assistita, qualora ce ne fosse bisogno.
Chirurgia del tumore testicolare: cosa comporta e come si tutela la fertilità
L’intervento standard per il tumore del testicolo si chiama: orchifunicolectomia radicale. Questo termine tecnico indica la rimozione del testicolo malato e del funicolo spermatico attraverso una piccola incisione all’inguine (non sullo scroto, per evitare di diffondere cellule tumorali).
Molti pazienti mi chiedono: “Professore, ma dopo l’intervento sarò ancora ‘uomo’?”. La risposta è assolutamente sì.
Dal punto di vista estetico e psicologico, durante lo stesso intervento è possibile inserire una protesi testicolare in silicone, che riproduce fedelmente forma e consistenza del testicolo naturale. Questo è un passaggio che suggerisco spesso, perché aiuta a cancellare il segno visibile della malattia e a mantenere intatta l’immagine corporea.
Per chi cerca un trattamento tumore testicolo Milano, è importante sapere che la chirurgia monolaterale (asportazione di un solo testicolo) raramente causa infertilità permanente. Il testicolo superstite, come detto, compensa. Tuttavia, in casi più complessi o avanzati, potrebbe essere necessario rimuovere anche i linfonodi addominali (linfadenectomia retroperitoneale). In passato, questo intervento poteva danneggiare i nervi responsabili dell’eiaculazione, causando “eiaculazione retrograda” (lo sperma finisce in vescica invece di uscire).
Oggi, grazie alle tecniche “nerve-sparing” (a risparmio dei nervi) che utilizzo, riusciamo a preservare l’eiaculazione naturale nella stragrande maggioranza dei casi. Se la malattia colpisce entrambi i testicoli (evento raro) o se il paziente ha un solo testicolo, la chirurgia comporta inevitabilmente l’azoospermia (assenza di spermatozoi). Ecco perché la crioconservazione pre-operatoria è non solo consigliata, ma imperativa. Anche in questi casi estremi, con le giuste precauzioni prese in tempo, la paternità biologica resta un obiettivo raggiungibile.
Se hai dubbi su Tumore testicolare: chirurgia e fertilità maschile, cosa sapere, il Prof. Ferro risponde alle tue domande al 3508195362
Fertilità dopo tumore testicolare: percorsi possibili
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Chi ha avuto un tumore ai testicoli può avere figli?
Questa è la domanda che leggo negli occhi di ogni mio paziente giovane. La risposta breve è: Sì, nella maggior parte dei casi. Dopo l’intervento chirurgico, il percorso può prendere due strade:
- Sorveglianza attiva: Se il tumore era in stadio iniziale, non si fanno altre terapie. Si monitora il paziente con TAC ed esami. In questo scenario, la fertilità di solito torna ai livelli pre-operatori (o migliora, visto che abbiamo rimosso il testicolo malato che poteva inibire quello sano) nel giro di pochi mesi.
- Chemioterapia o Radioterapia: Se necessarie per eliminare metastasi o ridurre il rischio di recidiva, queste terapie possono impattare sulla produzione di spermatozoi in modo temporaneo o permanente. La chemioterapia è tossica per le cellule a rapida replicazione, come gli spermatozoi. Durante le cure, il paziente è temporaneamente sterile.
Il recupero della spermatogenesi dopo la chemio può richiedere da 1 a 5 anni, a seconda dei farmaci usati e delle dosi. Qui entra in gioco l’importanza di avere un urologo esperto tumore testicolo Milano che non sia solo un chirurgo, ma un medico che guarda al paziente nella sua totalità.
- Durante il follow-up, non controlliamo solo che il tumore non torni; monitoriamo costantemente i livelli ormonali (FSH, LH, Testosterone) e ripetiamo lo spermiogramma a cadenza regolare.
- Se, a distanza di anni, la fertilità naturale non si ripristina completamente, il paziente può ricorrere al seme congelato prima delle cure. Le moderne tecniche di fecondazione assistita (ICSI) permettono di ottenere una gravidanza anche con pochissimi spermatozoi. Quindi, anche in scenari complessi, la porta della paternità non si chiude quasi mai se si è agito correttamente all’inizio.
Vita sessuale, benessere psicologico e follow-up
Un altro aspetto fondamentale riguarda la vita sessuale. L’orchiectomia monolaterale non influisce sulla capacità di avere un’erezione o di provare piacere. La libido e la potenza sessuale dipendono dal testosterone, e un solo testicolo sano è perfettamente in grado di produrne a sufficienza.
Tuttavia, lo shock della diagnosi e lo stress delle cure possono causare blocchi psicologici temporanei. Se si verificano difficoltà, è utile parlarne subito. Come esperto nel trattamento della disfunzione erettile, posso rassicurare i pazienti che eventuali defaillance sono spesso transitorie e risolvibili con supporto adeguato o terapie orali temporanee.
Sull’argomento “tumore testicolare: chirurgia e fertilità maschile, cosa sapere” è importante considerare il follow-up (i controlli periodici); è il vostro alleato più grande. Nei primi due anni i controlli saranno più frequenti (ogni 3-6 mesi), per poi diradarsi. Questi appuntamenti sono il momento giusto per discutere anche dei progetti familiari.
Se state provando ad avere un figlio e non arriva, non aspettate: portate la questione alla mia attenzione durante la visita di controllo. Spesso basta un piccolo aiuto farmacologico o un’indicazione mirata per sbloccare la situazione.
Perché rivolgersi al Prof. Matteo Ferro a Milano
Affrontare un tumore testicolare richiede competenza chirurgica d’eccellenza, ma anche un’umanità profonda e un’attenzione maniacale al futuro del paziente. Nel mio centro a Milano, applico un approccio multidisciplinare. Non curo solo l’organo; mi prendo cura dell’uomo.
Dalla diagnosi rapida con ecografi di ultima generazione, alla chirurgia mininvasiva con tecniche di risparmio nervoso, fino alla gestione della fertilità in collaborazione con centri di crioconservazione: tutto è pensato per massimizzare le probabilità di guarigione e minimizzare gli effetti collaterali.
Alla prima visita, portate con voi tutti gli esami precedenti (ecografie, esami del sangue). Valuteremo insieme il percorso migliore, discutendo apertamente di chirurgia, protesi e desiderio di paternità, senza tabù.
I miei riferimenti a Milano sono:
- Indirizzo: Via Alberto Mario 6, 20149 Milano
- Email: prenotazione.milano@matteoferro.it
- Telefono: 3508195362
Quando è il momento di prenotare una visita
Non bisogna mai aspettare se si notano cambiamenti nel proprio corpo. È il momento di contattarmi se:
- Hai sentito un nodulo duro o un rigonfiamento nel testicolo durante la doccia.
- Avverti un senso di pesantezza persistente allo scroto.
- Hai ricevuto una diagnosi di tumore altrove e vuoi un secondo parere sulla strategia chirurgica e sulla preservazione della fertilità.
- Sei un paziente ex-oncologico e desideri valutare la tua salute riproduttiva per avere un figlio.
La tempestività salva la vita e salva la fertilità. Il tumore del testicolo si guarisce, e diventare padri dopo la malattia è una realtà bellissima e frequente per moltissimi miei pazienti. Se hai bisogno di una valutazione specialistica o vuoi discutere delle opzioni chirurgiche e di preservazione della fertilità, contattami oggi stesso.
- Prof. Matteo Ferro
- Via Alberto Mario 6, 20149 Milano
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