Tumore del pene: trattamento chirurgico e qualità della vita
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Febbraio 6, 2026Ricevere una diagnosi di neoplasia prostatica porta con sé un carico di dubbi e preoccupazioni, specialmente quando ci si trova di fronte a diverse opzioni terapeutiche. Una delle domande che più frequentemente i pazienti mi pongono in studio a Milano è: Radioterapia vs chirurgia nel tumore prostatico: quale scegliere? Non esiste una risposta univoca, poiché la medicina moderna si muove sempre più verso la personalizzazione.
Entrambi i trattamenti sono considerati eccellenti e mirano a eliminare la malattia, ma differiscono per modalità di esecuzione, tempi di recupero ed effetti collaterali. In questo articolo, analizzeremo insieme le caratteristiche di queste due strade, cercando di fare chiarezza su quale possa essere il percorso più adatto alle tue esigenze cliniche e personali, mantenendo sempre l’obiettivo della massima efficacia oncologica e del rispetto della qualità di vita.
Radioterapia vs chirurgia nel tumore prostatico: quale scegliere?
Quando parliamo di tumore della prostata localizzato, ovvero confinato all’interno della ghiandola, la scienza ci dice che sia la chirurgia che la radioterapia offrono risultati di sopravvivenza a lungo termine molto simili. Tuttavia, il “viaggio” del paziente è differente. La scelta tra queste due opzioni non dipende solo dalla gravità della malattia, ma anche dall’età del paziente, dalle sue condizioni di salute generali e dalle sue priorità personali, come il desiderio di preservare la funzione sessuale o il timore di un intervento chirurgico.
Scegliere consapevolmente significa comprendere i benefici di ogni tecnica. Se da un lato la chirurgia permette una valutazione istologica definitiva (ovvero l’analisi precisa del tumore rimosso), dall’altro la radioterapia rappresenta una valida alternativa non invasiva per chi non può o non vuole sottoporsi a un’operazione.
Tumore della prostata: come viene valutato e quando trattarlo
Per capire se sia meglio la radioterapia o l’intervento, dobbiamo prima inquadrare correttamente la patologia. Il tumore della prostata: sintomi, cause e cure variano enormemente da caso a caso. Molti tumori sono indolenti e crescono lentamente, mentre altri richiedono un intervento tempestivo. La valutazione inizia con il dosaggio del PSA, l’esplorazione rettale e, passaggio fondamentale, la risonanza magnetica multiparametrica. Questi esami guidano la biopsia, che ci fornisce il “Gleason Score”, un punteggio che indica l’aggressività delle cellule tumorali. Sulla base di questi dati, classifichiamo il tumore in:
- Basso rischio: Spesso gestibile con la sorveglianza attiva nel tumore prostatico, monitorando la malattia senza intervenire subito.
- Rischio intermedio e alto: In questi casi è necessario un trattamento attivo per evitare la progressione della malattia.
La diagnosi precoce del tumore alla prostata è il fattore che più di ogni altro permette di avere a disposizione entrambe le opzioni (radio e chirurgia) con altissime probabilità di successo.
Radioterapia nel tumore prostatico: come funziona e quando è indicata
Per quale motivo la radioterapia nel carcinoma prostatico è una valida alternativa alle terapie chirurgiche? La risposta risiede nella sua capacità di colpire le cellule tumorali con radiazioni ad alta energia, danneggiando il loro DNA e impedendo loro di riprodursi, il tutto senza incisioni chirurgiche.
Oggi utilizziamo tecniche estremamente precise come la IMRT (Radioterapia a Intensità Modulata) o la SBRT (Radioterapia Stereotassica), che permettono di concentrare il fascio di radiazioni sulla prostata risparmiando i tessuti sani circostanti, come il retto e la vescica. In alcuni protocolli moderni, il trattamento può essere completato in poche sedute (la cosiddetta “radioterapia in 5 sedute” o ipofrazionamento estremo).
I vantaggi principali includono l’assenza di rischi legati all’anestesia e all’atto operatorio. Tuttavia, la radioterapia può comportare effetti collaterali come cistiti o proctiti attiniche (infiammazioni locali) e una possibile riduzione della funzione erettile che tende a manifestarsi più gradualmente rispetto alla chirurgia. È spesso la scelta d’elezione per pazienti più anziani o con patologie cardiache che renderebbero rischiosa un’operazione.
Radioterapia vs chirurgia nel tumore prostatico: quale scegliere? Prenota una consulenza personalizzata al 3508195362.
Chirurgia nel tumore prostatico: prostatectomia radicale e tecniche robotiche
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La chirurgia, nota come prostatectomia radicale, consiste nella rimozione completa della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali. Quando necessario, vengono rimossi anche i linfonodi regionali per verificare che il tumore non si sia diffuso. Oggi, la prostatectomia robotica nel tumore prostatico rappresenta l’eccellenza. Grazie al sistema robotico Da Vinci, operiamo con una precisione millimetrica che la chirurgia tradizionale non poteva offrire. Questo si traduce in:
- Minori perdite di sangue.
- Riduzione del dolore post-operatorio.
- Dimissioni più rapide (spesso in 2-3 giorni).
- Migliore conservazione dei nervi deputati all’erezione (tecnica nerve-sparing).
Quando operare un tumore alla prostata? Solitamente si preferisce la chirurgia in pazienti con una lunga aspettativa di vita (giovani o uomini in ottima salute) e in casi in cui si desidera avere la certezza della rimozione totale del tumore. Un vantaggio unico della chirurgia è che, qualora il PSA dovesse risalire in futuro (recidiva), la radioterapia rimane un’opzione percorribile come “salvataggio”. Al contrario, operare dopo che una zona è stata irradiata è tecnicamente molto più complesso e rischioso. Per approfondire le novità tecnologiche, ti invito a leggere l’articolo sui trattamenti innovativi per il tumore alla prostata.
Radioterapia vs chirurgia: confronto tra risultati, effetti collaterali e qualità di vita
Tumore alla prostata meglio radioterapia o intervento? Per rispondere, dobbiamo guardare alla qualità della vita post-trattamento.
- Continenza Urinaria: La chirurgia può causare incontinenza da sforzo iniziale, che però nella grande maggioranza dei casi si risolve con la riabilitazione del pavimento pelvico. La radioterapia raramente causa incontinenza immediata, ma può dare urgenza minzionale dovuta all’irritazione della vescica.
- Funzione Sessuale: Entrambi i trattamenti possono impattare sull’erezione. Con la chirurgia robotica nerve-sparing, il danno è immediato ma può esserci un recupero graduale. Con la radioterapia, il calo della funzione erettile è più lento e progressivo nel corso degli anni.
- Tempi: La chirurgia è un evento singolo (l’operazione), seguito da un periodo di convalescenza di qualche settimana. La radioterapia richiede diverse sedute quotidiane, ma permette di continuare le proprie attività lavorative e sociali durante il ciclo di cura.
È importante consultare un esperto per capire i sintomi iniziali e i segnali da non sottovalutare ma soprattutto, come questi possano influenzare il post-operatorio.
Come scegliere il percorso giusto con il Prof. Matteo Ferro
La decisione finale non deve essere presa in solitudine. Nel mio studio di Milano, situato in Via Alberto Mario 6, 20149, analizziamo ogni singolo dettaglio. La scelta dipende da un delicato equilibrio:
- Stadio della malattia: Un tumore più esteso potrebbe beneficiare maggiormente di un approccio chirurgico per “pulire” la zona.
- Comorbilità: Se il paziente ha problemi cardiaci gravi, la radioterapia è la via più sicura.
- Anatomia del paziente: La conformazione del bacino o precedenti interventi addominali possono influenzare la fattibilità della chirurgia robotica.
- Preferenze individuali: Alcuni pazienti vivono con ansia l’idea di avere ancora la prostata “malata” dentro di sé (preferendo la chirurgia), altri hanno il terrore della sala operatoria (preferendo la radioterapia)
Il mio ruolo è quello di fornire tutte le informazioni necessarie affinché il paziente si senta sicuro della scelta intrapresa. Potete contattarmi per un consulto via email a prenotazione.milano@matteoferro.it o telefonicamente al 3508195362.
Domande da fare allo specialista prima di decidere
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Prima di scegliere tra Radioterapia o chirurgia, consiglio sempre di preparare alcune domande per il colloquio:
- Qual è la probabilità che io possa mantenere la continenza urinaria con questa tecnica?
- In caso di fallimento della radioterapia, potrò comunque essere operato in futuro?
- Quali sono i tempi medi di recupero per tornare al mio lavoro?
- Esistono rischi di complicanze intestinali a lungo termine con la radioterapia?
Ricorda che in molti casi, la gestione multidisciplinare è la chiave. Collaboro costantemente con radioterapisti e oncologi per offrire il miglior piano terapeutico possibile, specialmente nei casi di recidiva del tumore alla prostata.
Quando è il momento di chiedere un secondo parere o una consulenza specialistica
Molti pazienti arrivano nel mio studio dopo aver ricevuto una diagnosi che li ha lasciati confusi. È fondamentale chiedere una consulenza se:
- Hai ricevuto pareri discordanti tra diversi medici.
- Ti è stata proposta una sola opzione senza spiegare le alternative.
- Hai timori specifici riguardo alla tua vita sessuale o alla continenza che non sono stati approfonditi.
- Vuoi esplorare le potenzialità della chirurgia robotica di ultima generazione.
La salute prostatica richiede un approccio esperto e sereno. Non esitare a contattare la mia segreteria per fissare un appuntamento e analizzare insieme la tua documentazione clinica.
Contatti e Sedi:
- Indirizzo: Via Alberto Mario 6, 20149 Milano
- Email: prenotazione.milano@matteoferro.it
- Telefono: 3508195362
Radioterapia vs chirurgia nel tumore prostatico: quale scegliere? Trova la risposta più adatta alla tua salute chiamando il 3508195362.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente informative e non sostituiscono in alcun modo una visita specialistica o il parere del proprio medico curante.