Articolo BJU International: Gestione delle piccole masse testicolari
Marzo 16, 2026È stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale BJU International il lavoro “Guideline of guidelines: Peyronie’s disease”, una revisione sistematica che confronta le principali linee guida internazionali per la gestione della malattia di Peyronie (PD).
Tra gli autori figura anche il Prof. Matteo Ferro, insieme a un gruppo internazionale di esperti composto da Francesco Chierigo, Giuseppe Fallara, Marco Tozzi, Andrea Salonia, Hussain M. Alnajjar, Asif Muneer e Karl H. Pang.
Obiettivo dello studio Malattia di Peyronie: revisione linee guida interazionali
Il lavoro ha analizzato e confrontato le raccomandazioni delle principali linee guida internazionali per la diagnosi e il trattamento della malattia di Peyronie, una patologia caratterizzata da curvature del pene e fibrosi del tessuto cavernoso che può compromettere la funzione sessuale.
In particolare, lo studio ha valutato le indicazioni contenute nelle linee guida delle principali società scientifiche internazionali, tra cui:
- American Urological Association
- European Association of Urology
- Canadian Urological Association
- International Society of Sexual Medicine
L’analisi sistematica ha preso in esame raccomandazioni su definizione della malattia, valutazione diagnostica, trattamenti non chirurgici e gestione chirurgica, confrontando punti di convergenza e divergenza tra i diversi panel.
Risultati principali
I risultati mostrano un consenso generale sull’importanza di:
- Anamnesi completa e accurata per la diagnosi di PD
- Iniezione intracavernosa come standard di riferimento per valutare la deformità peniena prima di eventuali interventi invasivi
- Decision-making condiviso e counselling approfondito dei pazienti
Per quanto riguarda la gestione chirurgica, le linee guida concordano nel riservare:
- Plicature o incisione con innesto ai pazienti con funzione erettile preservata
- Impianto di protesi peniena ai pazienti con disfunzione erettile refrattaria alla terapia medica
I trattamenti non chirurgici restano un’area controversa per l’evidenza limitata sulla loro efficacia, ma le iniezioni intralesionali sono riconosciute da tutti i panel come opzione terapeutica, soprattutto nella fase acuta della malattia.
Implicazioni cliniche
Lo studio sottolinea la necessità di un approccio multidisciplinare e centrato sul paziente nella gestione della malattia di Peyronie, bilanciando sicurezza clinica, efficacia dei trattamenti e qualità della vita sessuale.
Nonostante il consenso su alcuni aspetti chiave, permangono aree di incertezza, tra cui:
- Definizione uniforme della gravità della malattia
- Ruolo dei trattamenti non chirurgici a lungo termine
- Necessità di protocolli standardizzati per il follow-up
Prospettive future
Secondo gli autori, saranno necessari studi prospettici multicentrici per consolidare le evidenze disponibili, approfondire la comprensione della fisiopatologia della malattia e sviluppare strategie terapeutiche sempre più personalizzate, sia farmacologiche che chirurgiche.
La pubblicazione rappresenta un contributo significativo alla letteratura internazionale sulla malattia di Peyronie e alla definizione di strategie cliniche capaci di migliorare la qualità della vita dei pazienti, tutelando la funzione sessuale e riducendo l’impatto psicologico della patologia.