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Gennaio 16, 2026Il 2 gennaio 2026 è stato pubblicato un nuovo articolo scientifico al quale ho partecipato come co-autore, dedicato a un tema di grande rilevanza nella gestione del carcinoma vescicale non muscolo-invasivo (NMIBC): la durata ottimale della terapia di mantenimento con mitomicina C nel NMIBC Ta a rischio intermedio.
Lo studio, intitolato “Defining the optimal duration of maintenance mitomycin C in intermediate-risk Ta NMIBC”, è stato pubblicato sulla rivista International Urology and Nephrology e nasce dall’esigenza di chiarire un aspetto tuttora dibattuto nella pratica clinica quotidiana, nonostante le indicazioni delle principali linee guida internazionali.
Disegno dello studio e metodologia
Il lavoro si basa su un’analisi multicentrica retrospettiva che ha coinvolto 292 pazienti, trattati in 13 centri italiani tra il 2010 e il 2023. Tutti i pazienti erano affetti da NMIBC Ta a rischio intermedio e sottoposti a resezione transuretrale della vescica seguita da terapia adiuvante con MMC.
Per limitare il rischio di bias, in particolare l’immortal time bias, abbiamo applicato un’analisi landmark a 12 mesi, che ha consentito un confronto più equilibrato tra le diverse strategie di mantenimento. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi:
- nessun mantenimento
- mantenimento a breve termine (≤ 6 instillazioni)
- mantenimento a lungo termine (> 6 instillazioni)
L’analisi statistica ha incluso curve di Kaplan–Meier, modelli di regressione di Cox e analisi CART per individuare la soglia ottimale di trattamento.
Risultati principali
I risultati mostrano in modo chiaro che la terapia di mantenimento con MMC è associata a un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da recidiva (RFS) rispetto all’assenza di mantenimento.
In particolare, i pazienti sottoposti a mantenimento a lungo termine hanno raggiunto una RFS del 78% a 2 anni e del 67% a 3 anni, contro il 55% e il 30% osservati nei pazienti senza mantenimento.
L’analisi CART ha identificato oltre 6 instillazioni come soglia ottimale per ottenere il massimo beneficio clinico.
Il mantenimento a lungo termine si è inoltre associato a una marcata riduzione del rischio di recidiva, con un hazard ratio di 0,23 rispetto a nessun mantenimento e di 0,39 rispetto al mantenimento a breve termine (p < 0,001 per entrambi). Non sono emerse differenze significative tra i gruppi in termini di recidive ad alto grado.
Significato clinico e prospettive future
Ritengo che questo studio fornisca evidenze solide a supporto dell’efficacia di un regime di mantenimento prolungato con mitomicina C nei pazienti con NMIBC Ta a rischio intermedio. I dati suggeriscono che un numero di instillazioni superiore a sei possa tradursi in un beneficio clinicamente rilevante, migliorando il controllo della malattia nel tempo.
Questi risultati possono contribuire a ottimizzare le strategie terapeutiche nella pratica clinica quotidiana, pur nella consapevolezza che studi prospettici saranno necessari per confermare tali osservazioni e orientare in modo definitivo le future linee guida.
Il lavoro è stato possibile grazie alla collaborazione di numerosi colleghi provenienti da diversi centri italiani, che hanno contribuito in modo determinante alla raccolta e all’analisi dei dati. Questo approccio multicentrico ha permesso di includere una popolazione ampia e rappresentativa della pratica clinica reale, rafforzando la solidità dei risultati ottenuti. La cooperazione tra specialisti con differenti esperienze e realtà operative conferma il valore degli studi multicentrici come strumento essenziale per il progresso della ricerca clinica e per la produzione di evidenze scientifiche concrete, trasferibili e realmente applicabili nella gestione quotidiana dei pazienti.
Conclusioni
Alla luce dei risultati ottenuti, il mantenimento prolungato con mitomicina C si configura come una strategia efficace per ridurre il rischio di recidiva nei pazienti con NMIBC Ta a rischio intermedio. Questo studio rappresenta un contributo concreto alla letteratura scientifica e un ulteriore passo verso un approccio terapeutico sempre più personalizzato e basato sull’evidenza.